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Dai il tuo sostegno alla ricerca sui tumori che colpiscono le donne.
Nata nel 1984, l’Azalea della Ricerca continua a rappresentare l’appuntamento di riferimento per festeggiare le mamme e le donne con un fiore, diventato un vero e proprio simbolo della salute al femminile.

Tra i progetti di ricerca sostenuti anche grazie all’Azalea c’è quello della dottoressa Camilla Nero, ricercatrice AIRC presso la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS: “Grazie al sostegno di AIRC sto lavorando a un progetto per comprendere il ruolo dell’analisi del DNA tumorale sulla scelta dei trattamenti post-operatori più adatti per le donne con carcinoma ovarico iniziale. Spero di poter contribuire a cambiare il futuro di molte donne, evitando terapie inefficaci per alcune pazienti e migliorando la qualità della vita. Fare ricerca per me non è solo un lavoro, ma un modo di vedere il mondo, una commistione di curiosità e resilienza”.
È anche grazie ad AIRC e ai costanti progressi della ricerca che oggi in Italia 2 donne su 3 che si ammalano di tumore sono vive a cinque anni dalla diagnosi.
Una di queste donne è Roberta, alla quale nella primavera del 2010 è stato diagnosticato un linfoma di Hodgkin.
Roberta oggi ha scelto di raccontare la sua storia.
Nei 60 anni dalla sua fondazione, AIRC ha contribuito a rendere disponibili metodi per diagnosi sempre più precoci, approcci chirurgici meno invasivi e terapie più precise, mirate e meglio tollerate.
È anche grazie ad AIRC e ai costanti progressi della ricerca che oggi in Italia 2 donne su 3 che si ammalano di tumore sono vive a cinque anni dalla diagnosi.
Una di queste donne è Roberta, alla quale nella primavera del 2010 è stato diagnosticato un linfoma di Hodgkin.
Roberta oggi ha scelto di raccontare la sua storia.